La mostra estiva 2018 del museo viene dedicata agli STRASCIÖI, STRASCIÖL al singolare. Nonostante il nome, lo Strasciöl è un velo di cotone bianco finemente lavorato e ricamato che le donne di Premana usavano indossare durante le funzioni liturgiche. Il velo usato per il matrimonio è bordato di pizzo Valencienne lavorato a mano al tombolo. Per le donne di Premana acquistare questo pizzo era un lusso, perciò lo usavano solo per lo strasciöl da matrimonio. Con il cotoon, esse portavano i veli da esse stesse ricamati. Ne consegue che ognuna ricamava il suo, anzi i suoi, perciò gli strasciöi sono diversi uno dall’altro. I punti di ricamo utilizzati sono moltissimi, infatti possiamo dire che ogni manufatto rappresenta la bravura e la fantasia della ricamatrice...
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DA ALCUNI ANNI I CANTORI PREMANESI SONO IN CONTATTO CON I CANTORI GEORGIANI, ORMAI SI PUO’ PARLARE DI UN VERO E PROPRIO GEMELLAGGIO. I PREMANESI SONO STATI IN GEORGIA L’ANNO SCORSO E LA’ HANNO PORTATO I NOSTRI TIIR. I GEORGIANI CHE GIA’ ERANO VENUTI A PREMANA, HANNO ORA RESTITUITO LA VISITA . E’ SEMPRE INCREDIBILE NOTARE COME DUE MODI DI CANTARE DIVERSI, FRUTTO DI POPOLAZIONI LONTANE E CON STORIE COMPLETAMENTE DIFFERENTI POI SI ASSOMIGLINO NELL’ESPRIMERE L’ANIMA DI QUESTI POPOLI.
continuaRaccontando la storia di Premana bisogna premettere che una serie di indizi significativi permettono di reputare che il sito attuale di Premana non corrisponda al luogo o i luoghi ove sostarono stabilmente i primi abitatori di questi luoghi.
La tradizione locale tramandata da lungo tempo vuole l’antico abitato più a monte, in direzione della Val Fraina, nell’area denominata ” el Piazz “. Qui effettivamente si rilevano ruderi di costruzioni antichissime, visibili i resti di un edificio dalle notevoli proporzioni. I vecchi alpigiani della Rasga ricordano ” la Piazze de la Gergiöle Vége “, cioè il posto dove sorgeva l’antico luogo di culto.
Il borgo di Premana nel posto in cui si presenta oggi nacque sul finire del terzo secolo dopo Cristo come avamposto romano con funzione di ” borgo bal...
In dialetto premanese i maggenghi si chiamano LÖÖCH, e costituiscono un patrimonio storico rilevante del territorio.
I LÖÖCH sono quei nuclei concepiti per poter praticare le attività agricole e pastorali, spesso non distanti dal paese, facilmente raggiungibili in tutte le stagioni. I diversi agglomerati possono raggiungere decine e decine di abitazioni.
La loro origine è legata al frazionamento della proprietà, alla non disponibilità di terreni utili al sostentamento degli abitanti concentrati in una unica area e alla conseguente necessità di utilizzare zone coltivabili poste a diversa distanza fra loro...
continuaIL TERRITORIO DI PREMANA OFFRE MOLTI SPUNTI PER PESSEGGIATE BREVI O TREKKING GIORNALIERI.
QUI UNO SPUNTO PER PASSEGGIATE A PREMANA CHE RIGUARDANO TUTTO IL SUO VASTO TERRITORIO.
ALLE FALDE DEL MONTE LEGNONE
PREMANA-GORLE a) CASEL – PREMANA
b) ZÜCH – GIANEL e ritorno
| Tempo | Dislivello | |
| Premana – Casel | 40 min. | 170 m |
| Premana – Gianel | 45 min. | 190 m |
L’itinerario si snoda dall’imbocco della via Monte Legnone, dove notiamo subito la piccola cappella di S. Bernardino, già documentata nei primi del ‘700. Edicole e cappelline come questa, si noterà, sono disseminate lungo tutti i sentieri del territorio premanese: alcune sono alquanto antiche e ne è testimoniata la presenza in epoche vicino al 1000...
continuaTerritorio di Premana e Valvarrone

Fortino della Linea Cadorna alla Bocchetta di Trona successivamente trasformato in chiesetta
Il tratto orobico della linea difensiva Occupazione Avanzata Frontiera Nord (OAFN o anche «Linea Cadorna») presenta le tipiche caratteristiche della fortificazione campale di montagna: imprese e maestranze civili con l’ausilio di manodopera militare della Milizia Territoriale realizzarono, utilizzando la pietra locale a secco, chilometri di trincee, piccoli ricoveri scavati faticosamente in roccia, piazzole e caverne per mitragliatrici ed ampi sbarramenti di filo spinato...
continuaMi è stato chiesto di rappresentare la Valsassina a questo convegno… Ma io non sono che un dilettante… Non volendo comunque sottrarmi all’impegno, ho cercato di alleggerirlo. E dunque ho deciso che farò semplicemente la guida, o meglio il “cicerone”, lungo un’ipotetica “Via del ferro” immaginando i miei ascoltatori degli ipotetici turisti-visitatori, appassionati, più o meno esperti in materia.
Tale via potrebbe partire da Lecco, salire in Valsassina e quindi in Valvarrone… Io però vi condurrò solo lungo l’ultimo segmento di questa via e cioè, come scrive l’Arrigoni, lungo “la strada Provinciale di 19 km. che, partendo da Cortenova, sale a Piazzo e segue il Varrone fino al suo principio, cioè alle miniere del monte Varrone”...







